“Smells Like Hair Spray (Unplugged e Scollegati)”

scritto da Beppe Tritone
Scritto 22 ore fa • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 7 ore fa
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Autore del testo Beppe Tritone

Testo: “Smells Like Hair Spray (Unplugged e Scollegati)”
di Beppe Tritone

La biblioteca si chiamava Margaret Quiet Memorial Library.

Il nome non era un consiglio.
Era una minaccia.

«Qui?» disse Rex.

«Qui», disse il promoter.

Il promoter si chiamava Alan Silence.
Non alzava mai la voce. Non ne aveva bisogno.

«Acustico», disse.
«Intimo. MTV-style.»

Crash guardò le bacchette.

«Io non sono intimo.»

Io, Metal Queen II, restai fuori.
I bus non entrano nelle biblioteche.

Ma ascoltano.

Sempre.

Dentro c’erano dodici persone.

Tre studiavano.
Due dormivano.
Una era la bibliotecaria.

La bibliotecaria era il vero pubblico.

Rex entrò con una camicia di flanella.

Silenzio.

Snake smise di respirare.

Lenny si sedette.

Crash appoggiò una mano su un libro.

Il libro tremò.

«Questa è una nuova fase», disse Rex al microfono.
«Più… profonda.»

La bibliotecaria fece “shhh”.

Era il miglior feedback della serata.

Suonarono piano.

Troppo piano.

Lenny pizzicava la chitarra come se chiedesse scusa.

Crash batteva su una scatola di cartone.
Ogni colpo sembrava un errore.

Snake suonava note lunghe. Lunghissime.
Come se non volesse finire.

Poi Rex iniziò a cantare.

Senza urlare.

E successe qualcosa di pericoloso.

Il pubblico ascoltò.

Una ragazza alzò lo sguardo dal libro.

Un uomo smise di dormire.

La bibliotecaria non disse niente.

Quando finirono, nessuno applaudì.

Perché non si applaude in biblioteca.

Ma tutti restarono.

Fu in quel silenzio che nacque la canzone.

La scrissero su un foglio di prestito libri.

Titolo:

“I Hate My Hair (But It Still Loves Me)”

La provarono subito.

Versione acustica.

Versione triste.

Versione… sbagliata.

Io li sentii.

E non mi piacque.

Dopo il concerto salirono sul bus.

Rex era elettrico.

«Avete visto? Funziona.»

Snake non era convinto.

«Non siamo noi.»

Lenny guardava le mani.

«Forse non lo siamo mai stati.»

Crash contava.

«Uno. Due. Tre. Non torna.»

Io accesi il motore.

«Attenzione», dissi.

Nessuno ascoltò.

La sera dopo suonarono in una palestra scolastica.

Durante una partita di dodgeball.

I ragazzi si lanciavano palle.

Gli Hair Disaster lanciavano identità.

Suonarono la nuova canzone.

“I Hate My Hair”.

Successe qualcosa di terribile.

Qualcuno disse:

«È vera.»

Rex sorrise.

Io no.

Perché nel 1991, quando qualcuno dice che sei “vero”,
di solito significa che hai già perso qualcosa.

Continua…







“Smells Like Hair Spray (Unplugged e Scollegati)” testo di Beppe Tritone
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